ìCorriere della Seraî, Roberto Timpini, ìCorriere dello Sportî 18/11/1998, Luca Bottura, ìlíUnitî 19/11/1998, 18 novembre 1998
Mistici. L’attaccante croato del Brescia Milijenko Kovacic, 27 anni, da qualche settimana tornato nel giro della prima squadra, ha rescisso con il consenso della società il contratto da 300 milioni a stagione ed è tornato in Croazia per lavorare nei campi e pregare: «Ho comprato una piccola casa poco lontano da Zagabria; voglio imparare da mio nonno a fare il contadino
Mistici. L’attaccante croato del Brescia Milijenko Kovacic, 27 anni, da qualche settimana tornato nel giro della prima squadra, ha rescisso con il consenso della società il contratto da 300 milioni a stagione ed è tornato in Croazia per lavorare nei campi e pregare: «Ho comprato una piccola casa poco lontano da Zagabria; voglio imparare da mio nonno a fare il contadino. D’ora in poi questa sarà la mia vita. La trascorrerò con mia moglie Goga e mio figlio Govina. Lavorerò la terra e studierò la parola di Dio. Voglio pensare a quello che verrà dopo la vita e questo per me è più importante di cento gol segnati alla Juventus». E il calcio? «Non lo odio, ma mi ha fatto capire che un bravo uomo non è stimato se è un cattivo calciatore, mentre tutti esaltano un cattivo uomo purché sia un bravo calciatore». Negli anni Trenta il palermitano Radice lasciò il calcio per farsi prete, Noletti, che giocò nel Milan negli anni Sessanta, divenne uomo di chiesa al termine della carriera, l’ex bolognese Zagano fa il predicatore, l’ex centravanti del Vicenza Toto Rondon è missionario.