Paolo Sorcinelli, "Storia sociale dell’acqua. Riti e culture", Bruno Mondadori Milano 1998, 18 novembre 1998
Tra i metodi adottati anticamente per capire se un annegato era davvero morto quello di praticare alla vittima un clistere di acqua e quattro once di sale oppure di tre parti d’acqua e una d’aceto (così nel manuale del 1819 Soccorsi da dare alle persone avvelenate o asfittiche seguiti da mezzi propri a distiguere la morte reale dalla morte apparente dove si raccomanda di non sospendere l’annegato per i piedi)
Tra i metodi adottati anticamente per capire se un annegato era davvero morto quello di praticare alla vittima un clistere di acqua e quattro once di sale oppure di tre parti d’acqua e una d’aceto (così nel manuale del 1819 Soccorsi da dare alle persone avvelenate o asfittiche seguiti da mezzi propri a distiguere la morte reale dalla morte apparente dove si raccomanda di non sospendere l’annegato per i piedi). Altri iniettavano senz’altro nell’ano dell’annegato del vino.