Paolo Sorcinelli, "Storia sociale dell’acqua. Riti e culture", Bruno Mondadori Milano 1998, 18 novembre 1998
Nel XVI secolo si temeva che un bagno caldo, dilatando i pori, favorisse l’ingresso nel corpo umano dei bacilli della peste
Nel XVI secolo si temeva che un bagno caldo, dilatando i pori, favorisse l’ingresso nel corpo umano dei bacilli della peste. Di conseguenza: chi faceva un bagno caldo se ne stava spesso due o tre giorni chiuso dentro casa per non rischiare contagi.