Paolo Sorcinelli, "Storia sociale dell’acqua. Riti e culture", Bruno Mondadori Milano 1998, 18 novembre 1998
«Nei ritratti posteriori al 1480 la camicia bianca (le stoffe di questo colore, oltre alle note proprietà termoregolatrici, secondo alcuni avrebbero avuto anche il potere di ”assorbire le materie odorose in minor copia delle nere”) acquista uno spicco sempre più notevole
«Nei ritratti posteriori al 1480 la camicia bianca (le stoffe di questo colore, oltre alle note proprietà termoregolatrici, secondo alcuni avrebbero avuto anche il potere di ”assorbire le materie odorose in minor copia delle nere”) acquista uno spicco sempre più notevole. In questo modo ”la stoffa che tocca la pelle diventa un testimone discreto o insistito sui bordi dell’abito” e, oltre a indicare la pulizia del vestiario, sottolinea la pulizia ”interna” della persona. Il frequente cambio di camicia e di abito, insomma, viene additato, nei secoli che hanno scarsa confidenza con l’igiene, come un sistema alternativo e ugualmente efficace per tenere pulito il corpo senza dover ricorrere all’acqua.