Emilia Costantini, Corriere della Sera 19/11/1998, 19 novembre 1998
Due delle quattordici canzoni in gara alla quarantunesima edizione dello Zecchino d’oro hanno per protagoniste mamme troppo impegnate fuori casa, che non trovano il tempo per i loro bambini cresciuti dalle nonne
Due delle quattordici canzoni in gara alla quarantunesima edizione dello Zecchino d’oro hanno per protagoniste mamme troppo impegnate fuori casa, che non trovano il tempo per i loro bambini cresciuti dalle nonne. Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile: «Creare sensi di colpa nei bambini e nei genitori mi sembra un’operazione bieca. Padri e madri non hanno il piacere di lavorare, ma spesso vi sono costretti in modo affannato, proprio per rispondere alle esigenze consumistiche istillate nei loro figli. Mi sembrerebbe più giusto far cantare una canzone contro il consumismo...». Silvia Costa, presidente della commissione Pari Opportunità: «Questi testi scritti dagli adulti, messi in bocca a piccoli che non capiscono, mi sembrano tristi e sbattono in faccia ai minori, in maniera cattivella e maligna, una realtà di cui sono inconsapevoli. Sono temi che vanno affrontati in Parlamento: per esempio vanno ripensati gli orari di lavoro di padri e madri, affinché possano stare di più con i figli. Non è colpa delle mamme se mlavorano con orari assurdi». Lella Costa: «Se le canzoni hanno motivetti divertenti, non trovo grave che abbiano dei testi che aiutino a riflettere».