Franco Pantarelli, ìLa Stampaî 04/12/1998, 4 dicembre 1998
Gli avvocati della famiglia Nixon hanno chiesto una «compensazione» di 210 milioni di dollari (350 milioni di lire) per i documenti, trattenuti dallo Stato come «patrimonio nazionale», che costrinsero Richard Nixon alle dimissioni nel 1974
Gli avvocati della famiglia Nixon hanno chiesto una «compensazione» di 210 milioni di dollari (350 milioni di lire) per i documenti, trattenuti dallo Stato come «patrimonio nazionale», che costrinsero Richard Nixon alle dimissioni nel 1974. Secondo i legali, che hanno paragonato il valore storico dei nastri alla Bibbia di Gutenberg e alla Dichiarazione d’Indipendenza, in un’asta per collezionisti il prezzo di partenza delle 42.000 pagine di documenti, 3.700 ore di conversazioni registrate e diverse migliaia di fotografie, sarebbe di 35 milioni di dollari, ai quali andrebbero aggiunti i 175 milioni di dollari di interessi maturati in questi anni. Nel 1991, in primo grado, il giudice aveva accolto gli argomenti del rappresentante del governo («non sarebbe giusto chiedere ai contribuenti di pagare per del materiale che riflette un’attività criminale»), ma la Corte d’Appello ha dato ragione ai Nixon: si deve rifare il processo e calcolare «equamente» quanto è dovuto agli eredi dell’ex presidente americano.