10 dicembre 1998
Carlo Petrini 50 anni, ex calciatore di serie A e B (Genoa, Milan, Varese, Catanzaro, Roma, Cesena), racconta in un intervista concessa in esclusiva al ”Corriere della Sera” la sua carriera di giocatore ”dopato”
Carlo Petrini 50 anni, ex calciatore di serie A e B (Genoa, Milan, Varese, Catanzaro, Roma, Cesena), racconta in un intervista concessa in esclusiva al ”Corriere della Sera” la sua carriera di giocatore ”dopato”. Centravanti puro di grande talento, esordì in serie B nel Genoa nella stagione 1965/66 «”perdevamo spesso e occorreva qualche soluzione per risalire in classifica. Allora qualcuno in società prepara le punture ”rigeneranti”...Noi accettiamo le siringate durante la settimana e prima di ogni partita. Ricordo che nel ritiro di Ronco Scrivia le dosi aumentarono, ci iniettavano queste sostanze una volta al giorno”. E i controlli antidoping? ”I medici preposti alle pipì avevano zero possibilità di scoprire i nostri imbrogli. A vevamo pronti tre accappatoi con doppia tasca e facevano pipì in una provetta di clistere quelli che non giocavano. Chi doveva presentarsi, nascondeva la provetta sotto l’accappatoio e ne spremeva il contenuto nel barattolo federale. Nessun medico, finché sono rimasto in attività, avvertì l’obbligo d’accertare, da vicino cosa cavolo combinassimo nel ripostiglio davanti al rubinetto.”». L’anno successivo il Genoa disputò gli spareggi per restare in serie B :« ”Ci siringarono un’ora prima dell’inizio della partita e ci raccomandarono di fare un riscaldamento lento, senza scatti. Dopo 20 minuti mi scoppiò il fuoco in corpo, ero un assatannato che, saltando, arrivava al soffitto dell’androne dello stadio di Ferrara. In campo ci ritrovammo trasformati, saltavamo addosso agli avversari con la lingua gonfia e una bava verdognola attaccata alla bocca”». La stagione migliore la disputò con la maglia della Roma :«” Anche lì, se volevi una probabilità di trovare posto in squadra dovevi sottoporti alla rituale flebo del sabato. Il massaggiatore m’avvertì in fretta”Guarda che è nelle nostre abitudini e non puoi sottrarti alla regola...”.A Roma conobbi tante donne e spesso, a poche ore dall’impegno, mi accadeva di fare l’amore in qualche albergo. A Roma basta indossare la maglia giallorossa e tutti si inginocchiano”». Dopo il trasferimento al Varese Petrini fu squalificato 3 anni e mezzo perché coinvolto nella vicenda del Totonero, tornò a giocare nelle categorie inferiori e dopo il ritiro dall’attività agonistica avviò attività finanziarie che lo portarono presto alla rovina. Dopo aver abbandonato la moglie e i tre figli ha vissuto in Francia per sfuggire ai creditori. 9 anni fa è stato colpito da un glaucoma agli occhi, (una malattia che colpisce di solito gli ultrasettantenni), è quasi completamente cieco e dice che la colpa della sua condizione è delle sostanze assunte durante la carriera di giocatore (Roberto Petrini a Franco Melli, ”Corriere della Sera” 7/12/98). *** «Cosa facevate? ”Prendevi le vitamine a primavera, quelle che adesso chiamano integratori. Ricordo che l’unica cosa un po’ stranba ce la propose Helenio Herrera a Rimini, quando ci fece prendere dell’aspirina masticata con un po’ di caffé. Mi sembra che questo spieghi bene l’innocenza di quella situazione”. Era la droga dei ciclisti, però. Anquetil prendeva aspirina e champagne, no? E Anquetil è morto di tumore. ”Non lo so. Herrera ci parlava di effetti miracolosi”» (Paolo Sollier a Perangelo Sapegno, ”La Stampa” 7/12/98). *** Forse per timore della nuova legge francese sul doping la squadra austriaca di sci, impegnata nelle discese di Val D’Isere, ha lasciato a casa tutti i medicinali. Ai medici che accompagnano gli atleti è stato raccomandato di comprare le sostanze nelle farmacie locali. Nello sci, a parte Olimpiadi e Mondiali, non si praticano controlli antidoping. Giorgio D’Urbano, coordinatore della nazionale femminile di sci, denuncia che molti sciatori sono costretti a portarsi dietro la cyclette anche in albergo. Si devono alzare anche di notte a pedalare per mantenere i muscoli caldi e fluido il sangue, l’unico modo per prevenire il pericolo di embolie, un rischio che si presenta agli atleti che fanno uso di Epo. Gunther Mader, ex sciatore austriaco, tre giorni dopo il ritiro andò in coma per un’ischemia provocata da una pallonata presa mentre giocava a calcetto, ora è completamente ristabilito e commenta così la supremazia austrica nello sci « Dominate solo grazie alle tecniche di allenamento? ”Si. E per i materiali. Come in F1 non vinci se hai la Mc Laren o la Ferrari, nello sci senza i migliori attrezzi resti al palo. Bombarsi non paga. Secondo lei dunque lo sport è pulito? ”Non ho detto questo. Rispondo solo di me stesso. Degli altri non so, non ci giuro”». (Walter Gallone, ”Il Mesaggero” 10/12/98; Flavio Zanetti, ”Corriere della Sera”11/12/98). *** Sharron Davies, ex nuotatrice inglese argento alle Olimpiadi di Mosca nei 400 misti, dietro a Petra Schneider, uno dei tanti fenomeni della DDR che in finale diede 10 secondi alla seconda e stabilì il record mondiale. A 18anni di distanza, dopo la scoperta sui metodi usati dagli allenatori dell’ex Germania democratica, ha presentato al Cio un ricorso che chiede la cancellazione del record e l’annullamento della medagli ad’oro. La Davies, che dopo l’abbandono dell’attività agonistica è diventata fotomodella e presentatrice televisiva (una delle donne più sexy d’Inghilterra), è andata a intervistare le due ex nuotatrici e si è fatta raccontare la loro storia di donne segnate dal bombardamento ormonale alle quali furno sottoposte «mi ha detto che era stata inserita in un programma di doping all’età di 14 anni e che presero a darle delle pillole blu. Capì presto che il suo corpo stava cambiando. Ma non si rifiutò perché aveva paura che il padre potesse perdere il lavoro». (Mattia Chiusano,”la Repubblica”, 10/12/98). *** Richard Virenque, ciclista della Festina coinvolto insieme alla sua squadra nello scandalo doping all’ultimo Tour de France ha annunciato il suo ritiro. La notizia è stata data domenica 6 dicembre dal fratello durante una trasmissione televisiva del secondo canale della televisone francese che aveva mandato in onda un servizio sul ciclista. Ingaggio di Virenque alla Festina: 300 milioni al mese. (Stefano Cingolani, ”Corriere della Sera” 8/12/98)