ཿIl Sole-24 Ore 18/12/1998, 18 dicembre 1998
5000 esercenti di copisteria rischiano la chiusura della loro attività a causa dei controlli esercitati dalle Fiamme gialle a tutela del diritto d’autore
5000 esercenti di copisteria rischiano la chiusura della loro attività a causa dei controlli esercitati dalle Fiamme gialle a tutela del diritto d’autore.La denuncia è dell’Anc-ConfArtiginato (associazione nazionale copisterie) che lamenta perché «chiunque possiede una fotocopiatrice può continuare ad agire indisturbato». La legge italiana proibisce di riprodurre in esemplari un’ opera dell’ingegno senza il permesso dell’autore, ma le copisterie hanno potuto proliferare in questi anni grazie alle deroghe consentite dalla legge stessa: viene permessa la riproduzione quando la fruizione intellettuale dell’opera o delle sue parti resta limitata a un’unica persona (o ai suoi familiari)e nel caso di urgenza intellettule (per esempio quando il libro è fuori stampa). Le violazioni alla legge (la riproduzione illegale dei libri) provoca un danno (agli autori e agli editori) valutato nel ’96 intorno ai 460 miliardi; l’Aie(associazione italiana editori) accusa di questo le copisterie che non a caso proliferano principalmente nei pressi degli atenei« è immorale che un’associazione di catregoria pretenda di rendere lecito un furto solo perché anche altri rubano». Alla Camera è in discussione un disegno di legge che concede alle copisterie la possibilità di riprodurre una parte del volume (non più del 15%, ma c’è un emendamento che chiede di togliere qualsiaisi limite al fotocopiabile), queste dovrebbero far pagare all’aquirente una tassa per ogni copia consegnata da consegnare come indennizzo ad autori ed editori (Giorgio Assuma, ”Il Sole-24Ore”,12/12/98; Marco Libelli, ”Il Sole-24Ore”11/12/98. «Il regime castrista al suo inizio, invitò gli studenti a fotocopiare i librei americani: questa pratica veniva chiamata la ”fucilazione” dei libri. Bene, di vera e propria licenza di uccidere, l’editoria, almeno quella culturale e scientifica, si tratterebbe se venisse approvato l’emendamento che vule eliminare il 15%» (Gianni Evangelisti, consigliere delegato de ”Il Mulino”).