ìil Giornaleî 20/01/1999, 20 gennaio 1999
Bambole. Dall’inizio dell’autunno trecentomila bambine americane hanno comprato Amy, una bambola giocattolo definita dalla casa produttrice «la prima bambina virtuale»
Bambole. Dall’inizio dell’autunno trecentomila bambine americane hanno comprato Amy, una bambola giocattolo definita dalla casa produttrice «la prima bambina virtuale». Se la proprietaria non si affretta a rispondere a frasi come «Ho fame. Dammi le medicine. Ho bisogno di te, adesso», la bambola continua a ripeterle ogni dieci secondi. I produttori: «Una giornata con lei è uguale a quella con un bimbo di due anni». Andrew Wilks, programmatore informatico: «Nelle famiglie di oggi sono spesso i bambini a dettar legge. E questa bambola non fa che insegnare ai figli che così deve essere». Stevanne Auerbach, direttore dell’Istituto per le Risorse dell’Infanzia di San Francisco: «Amy provoca situazioni troppo stressanti per le bambine, mentre per un’adolescente va bene: può avere uno scopo educativo». Sheila Williams, un’impiegata di Washington che per Natale ha regalato una Amy alla figlia di otto anni: «Insegna alle bambine il concetto di responsabilità».