Fabio Monti, ìCorriere della Seraî 24/2/99, 26 febbraio 1999
Michel Platini, direttore tecnico della Fifa e braccio destro del presidente Blatter, dice che il problema fondamentale del calcio mondiale è quello di riportare al centro le nazionali dando ai campionati del mondo una scadenza biennale: «In questo momento, nel calcio, e soprattutto in quello europeo, contano quasi soltanto i club e le Leghe
Michel Platini, direttore tecnico della Fifa e braccio destro del presidente Blatter, dice che il problema fondamentale del calcio mondiale è quello di riportare al centro le nazionali dando ai campionati del mondo una scadenza biennale: «In questo momento, nel calcio, e soprattutto in quello europeo, contano quasi soltanto i club e le Leghe. Questo non è un bene per nessuno. Un esempio? Con i diritti tv ricavati dal Mondiale, che vengono ripartiti fra tutte le federazioni aderenti alla Fifa, ci saranno soldi per promuovere il calcio in ogni parte del mondo. I soldi che arrivano dalla partecipazione alle coppe europee, ora che sono state allargate, finiscono nelle casse dei club. E i dirigenti che cosa ne fanno? Si preoccupano di comprare e vendere giocatori tutto l’anno, in continuazione». L’idea di Platini e Blatter prevede l’abbandono dell’attuale calendario dal 2004 quando per celebrare i 100 anni della Fifa dovrebbe essere organizzato un torneo tra tutte le squadre che hanno vinto almeno un titolo. Dal 2005 il calendario dovrebbe prevedere partite da febbraio a dicembre con un periodo obbligatorio di quattro settimane di vacanza per i giocatori e un mese riservato agli impegni delle nazionali: «Chi l’ha detto che in estate non si può giocare? Questa è una vecchia idea degli inglesi che pensavano a calcio e rugby per l’inverno, atletica e cricket per l’estate».