Alberto Costa, ìCorriere della Seraî 25/2/99, 26 febbraio 1999
Paolo Di Canio, ex attaccante dello Sheffield (attualmente gioca nel West Ham) che il 26 settembre scorso colpi l’arbitro Paul Alcock rimediando 11 giornate di squalifica: «In Inghilterra il rispetto delle regole è sacro
Paolo Di Canio, ex attaccante dello Sheffield (attualmente gioca nel West Ham) che il 26 settembre scorso colpi l’arbitro Paul Alcock rimediando 11 giornate di squalifica: «In Inghilterra il rispetto delle regole è sacro. Già la sera del fattaccio in Match of the day, una sorta di Domenica Sportiva, fui costretto ad ascoltare cose allucinanti: ”Di Canio deve essere cacciato stasera stessa”. Sebastiano Rossi (il portiere del Milan) è un amico, ma si è comportato molto peggio di me. Ha placcato un avversario con una mossa di karate. Eppure è stato punito con 5 giornate di squalifica e il Milan l’ha difeso. Io invece sono rimasto tappato in casa per due giorni, con Sky e Bbc fuori dalla porta. Loro suonavano e noi trattenevamo il fiato. A mia figlia ho detto che era un gioco». Ha mai pensato di chiarirsi con l’arbitro Alcock? «Ho chiesto scusa, ho subito conseguenze pesantissime. Ma il fatto che lui mi voglia denunciare non può favorire un chiarimento. Dice che non dorme più, che ha un formicolio alla gamba e che gli è venuta l’ernia al disco. Lo stesso arbitro fu colpito con una testata in faccia da Sinclair. Eppure ha arbitrato senza problemi per altri otto anni. Ora soffre d’insonnia, pensa un po’!».