4 marzo 1999
Roma- I cronisti di giudiziaria non possono fondare il loro lavoro su illazioni, nè anticipare provvedimenti, ma non sono nemmeno tenuti a compiere un’indagine parallela a quella dei magistrati per dare notizie
Roma- I cronisti di giudiziaria non possono fondare il loro lavoro su illazioni, nè anticipare provvedimenti, ma non sono nemmeno tenuti a compiere un’indagine parallela a quella dei magistrati per dare notizie. La Cassazione ha annullato e rinviato ai giudici d’appello di Roma la condanna per diffamazione a mezzo stampa una serie di direttori di giornale. Non è richiesto al cronista di giudiziaria, scrive la Suprema Corte, «di dimostrare la verità obiettiva o la fondatezza delle decisioni e dei provvedimenti, adottati in sede giudiziaria», altrimenti gli si imporrebbe di compiere una «abnorme indagine parallela».