Stefano Mancini, ìLa Stampaî 4/3/99, 4 marzo 1999
Nell’incontro che ha inaugurato i l quarto congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia, Luigi Ravizza, direttore del dipartimento di neuroscienze di Torino ha ricordato che il gap (gioco d’azzardo patologico) è classificato dal Manuale delle malattie mentale come disturbo psichiatrico forse dovuto ad una predisposizione genetica
Nell’incontro che ha inaugurato i l quarto congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia, Luigi Ravizza, direttore del dipartimento di neuroscienze di Torino ha ricordato che il gap (gioco d’azzardo patologico) è classificato dal Manuale delle malattie mentale come disturbo psichiatrico forse dovuto ad una predisposizione genetica. Eric Hollander, psichiatra del Mount Sinai School of Medicine di New York, ha sperimentato il Fevarin, un antidepressivo, su dieci giocatori patologici, sette dei quali alla fine della terapia hanno smesso completmente di giocare. Lo psichiatra Giovanni Cassano, dell’Università di Pis a: «La tv deve smettere di pubblicizzare il gioco perché è una nuova forma di intossiacazione sociale. come pubblicizzare la droga e il fumo, mentre si sta cominciando ora a uscire faticosamente da una diffusa alcolizzazione» (dal ’90 al ’98 la spesa di ogni famiglia per il gioco è aumentata in media del 158 per cento e i giocatori pìatologici sono 150 mila).Sintomi del gap: la preoccupazione costante per il gioco, la necessità di fare puntate sempre più alte, l’incapacità di smettere, il bisogno di giocare per evadere i problemi esistenziali, il desiderio di recuperare il denaro perduto, le bugie ai famliliari, gli atti illegali per finanziarsi, la mancanza di scrupolo nel mettere a repentaglio la vita famliliare, il lavoro e la carriera, il fare affidamento sugli altri per risolvere i problemi finanziari dovuti al gioco. Chi presenta almeno cinque di queste caratteristiche è malato: se non si cura rovinerà la propria vita e rischierà il suicidio.