Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1999  marzo 10 Mercoledì calendario

Durante un’operazione di dodici ore dodici medici hanno utilizzato parti del corpo di un trentaduenne per ricostruirgli l’avampiede amputato dopo un incidente in motorino: la fibula della gamba destra per costruire la parte ossea di appoggio del piede, la pelle vascolarizzata della gamba per rifare il dorso del piede, una parte dell’avambraccio sinistro con pelle, sottocute, nervi e vasi per costruire la pianta del piede e il tallone

Durante un’operazione di dodici ore dodici medici hanno utilizzato parti del corpo di un trentaduenne per ricostruirgli l’avampiede amputato dopo un incidente in motorino: la fibula della gamba destra per costruire la parte ossea di appoggio del piede, la pelle vascolarizzata della gamba per rifare il dorso del piede, una parte dell’avambraccio sinistro con pelle, sottocute, nervi e vasi per costruire la pianta del piede e il tallone. Nicolò Scuderi, il professore titolare della cattedra di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’università ”La Sapienza” di Roma, che ha diretto l’operazione nell’ospedale Umberto I: «Questo intervento è il primo al mondo e non è descritto in letteratura».