Franco Pantarelli, ìLa Stampaî 7/3/99, 12 marzo 1999
Julie Yasa, 28 anni, parigina, conobbe via Internet un ragazzo di 24 anni, americano. Si amarono virtualmente per sette mesi, finché non si scambiarono le foto, si piacquero e si diedereo appuntamento a Detroit
Julie Yasa, 28 anni, parigina, conobbe via Internet un ragazzo di 24 anni, americano. Si amarono virtualmente per sette mesi, finché non si scambiarono le foto, si piacquero e si diedereo appuntamento a Detroit. Al primo incontro fecero l’amore, ma la mattina lui le disse di non volerla più vedere e l’accompagnò in un albergo di periferia. La sera di tre giorni dopo Julie si ripresentò in jeans e camicia bianca a casa di lui, che non le aprì. Lei minacciò di uccidersi coi sonniferi, lui uscì di casa porgendole una coperta perché faceva freddo, la fece salire in macchina, ma per allontanarla e la scaricò fuori dell’abitato, dove cominciava il bosco. Lei inghiottì la boccetta di pasticche, penetrò nel bosco, si distese per terra protetta dalla copertà e morì.