Bruno Zevi, "Controstoria e storia dellíArchitettura", Newton Compton, 18 marzo 1999
«Le abitazioni dei Sassi sono disposte a presepio in tre vallette contigue nelle quali alle primitive grotte si sono aggiunte costruzioni successive, sovrapponendosi genialmente in una struttura urbanistica quasi ad alveare
«Le abitazioni dei Sassi sono disposte a presepio in tre vallette contigue nelle quali alle primitive grotte si sono aggiunte costruzioni successive, sovrapponendosi genialmente in una struttura urbanistica quasi ad alveare. Le strade sono i tetti delle case sottostanti e ne lasciano venir fuori i camini. Il libero e spontaneo articolarsi delle costruzioni ha dato origine a frequentissimi vani rientranti o piazzette o cortili sui quali si affacciano diverse case: costituiscono appunto ”u vicinanz”. Qui si svolge buona parte della vita domestica, giocano e si accapigliano bimbi (e madri), siedono gli adulti a chiacchierare. Il gruppo di famiglie ha un rapporto psico-sociale determinato da leggi particolari, e da una festa annuale, ”la crapiata” che assume il valore di un rito [...] C’è da chiedersi quale sia il grado di resistenza di una simile aggregazione e la risposta è prevedibile: il ruolo del vicinato per la trasmissione della cultura e gli schemi istituzionali di comportamento, va diventando assurdo; i giovani reagiscono, chi più chi meno violentemente ed esplicitamente. Il vicinato dunque si disgrega. L’eccessiva prossimità fisica esaspera, appare insopportabile».