Alessandra Costa, ìdiarioî 19/1/2000, 19 gennaio 2000
Nuovo trend nel mercato delle vacanze: «il turismo industriale». Il fenomeno arriva dagli Stati Uniti, dove gli impianti di raffreddamento (habitat ideale per alcune delicate specie esotiche) sono un’attrazione irresistibile per i turisti
Nuovo trend nel mercato delle vacanze: «il turismo industriale». Il fenomeno arriva dagli Stati Uniti, dove gli impianti di raffreddamento (habitat ideale per alcune delicate specie esotiche) sono un’attrazione irresistibile per i turisti. Ogni anno, la Tampa Electric Co. (Florida) apre il suo centro ai visitatori: i lamantini (mammiferi dei sirenii, simili alle foche) svernano nelle acque calde del canale di scarico della centrale a carbone di Bi Bend. In Europa il fenomeno sta guadagnando estimatori. Il campeggio di Hamm-ntrop, in Germania, riempie le sue 300 piazzole tutto l’anno: merito del fiume sempre caldo ( l’acqua attraversa un impianto di energia elettrica da 670 megawatt). L’unica nota dolente è la pesca: satolli delle alghe prodotte dall’eutrofizzazione, i pesci non abboccano. Non è più necessario andare in Africa per vedere i coccodrilli: a Pierrelatte (Sud della Francia), in una fabbrica per la produzione di uranio arricchito ce ne sono 335 che passeggiano in mezzo a lagune artificiali con acqua riscaldata (dagli impianti) a 40 gradi. Grande successo anche per il ramo del «turismo nucleare». Al primo posto (ovviamente) le escursioni a Chernobyl organizzate dall’Ente del turismo ucraino. Secondo Greenpeace le gite alle centrali sono un puerile tentativo di pitturare di verde il nero fantasma del fungo atomico.