ìIl Giornoî 26/1/2000, 26 gennaio 2000
Olocausto. Secondo David Irving, storico britannico di estrema destra, nei campi di sterminio nazista «non si svolsero carneficine degli ebrei ma al massimo dei lavori forzati» e le tracce di cianuro trovate sui cadaveri «sono solo l’effetto di una disinfestazione contro i pidocchi»
Olocausto. Secondo David Irving, storico britannico di estrema destra, nei campi di sterminio nazista «non si svolsero carneficine degli ebrei ma al massimo dei lavori forzati» e le tracce di cianuro trovate sui cadaveri «sono solo l’effetto di una disinfestazione contro i pidocchi». Definito dalla collega americana Deborah Lipstadt (nel libro Denying the Holocaust) «pericolosissimo rinnegatore dell’Olocausto» (e accusato di diffondere consapevolmente delle falsità), Irving ha denunciato autrice e casa editrice, sostenendo che l’epiteto avrebbe danneggiato la sua reputazione di storico. Il processo è iniziato l’11 gennaio. Irving è stato già condannato dal governo tedesco (in Germania è reato negare l’esistenza dell’Olocausto) a pagare una multa di circa 250 milioni di lire per aver affermato che le camere a gas «fatte vedere ai turisti ad Auschwitz sono dei falsi, costruiti dai polacchi dopo la guerra».