Ennio Caretto, Alessandra Farkas, Corriere della Sera 18/01/2000, 24/01/2000, 18 gennaio 2000
Elezioni. In America, paese con percentuali di afflusso alle votazioni molto basso (alle ultime elezioni presidenziali i votanti sono stati poco più del 50 per cento) due aziende americane, la ”Vote Here” e la ”Votation
Elezioni. In America, paese con percentuali di afflusso alle votazioni molto basso (alle ultime elezioni presidenziali i votanti sono stati poco più del 50 per cento) due aziende americane, la ”Vote Here” e la ”Votation.com” hanno ottenuto dalle autorità il permesso di di sperimentare un voto elettorale espresso via internet. A marzo un piccolo gruppo di elettori democratici (i repubblicani non hanno fatto richiesta del servizio) di Arizona e Alaska sceglieranno tra i due candidati Gore o Bradley su un sito della rete: per impedire brogli la schermata si chiude automaticamente dopo aver dato la preferenza. Nonostante il parere sfavorevole dei guru della Silicon Valley (hanno anche presentato un rapporto sui rischi dell’urna elettronica) altre zone degli Stati Uniti hanno già chiesto di poter accedere al servizio: tra queste la contea di San Mateo (California), dove c’è la più alta percentuale di di computer degli Usa. Per l’ex consigliere elettorale di Bill Clinton, Dick Morris, Internet è lo strumento giusto per conquistare i voti decisivi nelle consultazioni: quello dei giovani tra i 18 e i 24 anni (secondo gli esperti dei flussi elettorali la sorprendente vittoria del lell’ex lottatore Jesse Ventura in Minnesota nel ’98 fu ottenuta anche grazie alla popolarità tra i ragazzi del sito www.Jesseventura.org ). Obiezioni al progetto avanzate da associazioni impegnate nella tutela dei diritti civili: il computer non è diffuso in tutte le case (secondo le previsioni più ottimistiche si arriverà all’80 per cento dei cittadini intorno al 2010) e viene usato solo da una fascia di persone (di solite ricche e istruite).