V. D., Corriere della Sera 16/01/2000, 16 gennaio 2000
Esaminando protesi dentarie etrusche l’antropologo Gaspare Baggieri, il fisico Giovanni Gigante, il chimico Pino Guida e l’archeometallurgo Claudio Giardino, hanno scoperto che sono bio-compatibili: realizzate con una lega contenente oro, argento e rame, rispettano le proporzioni adottate dalle attuali organizzazioni internazionali di odontoiatri
Esaminando protesi dentarie etrusche l’antropologo Gaspare Baggieri, il fisico Giovanni Gigante, il chimico Pino Guida e l’archeometallurgo Claudio Giardino, hanno scoperto che sono bio-compatibili: realizzate con una lega contenente oro, argento e rame, rispettano le proporzioni adottate dalle attuali organizzazioni internazionali di odontoiatri. Tra le protesi analizzate, rinvenute a Sutricum e a Falerii, e datate tra il VII e il IV secolo avanti Cristo, una semplice fascetta alta tre millimetri che sosteneva denti instabili, capsule, setti di separazione tra i denti, perni che bloccavano denti posticci.