Daniela Daniele, La Stampa 12/02/2000, 12 febbraio 2000
Scienziati americani hanno annunciato di aver scoperto una molecola (la Darpp-32) che regola le pulsioni sessuali nelle femmine dei ratti: se private della sostanza in questione non mostrano alcun interesse nei confronti dell’altro sesso, non cercano di sedurre i compagni e appaiono indifferenti ai loro corteggiamenti
Scienziati americani hanno annunciato di aver scoperto una molecola (la Darpp-32) che regola le pulsioni sessuali nelle femmine dei ratti: se private della sostanza in questione non mostrano alcun interesse nei confronti dell’altro sesso, non cercano di sedurre i compagni e appaiono indifferenti ai loro corteggiamenti. Secondo gli studiosi è molto probabile che una molecola simile, con funzioni uguali, sia presente anche nell’organismo dell’uomo: una volta individuata permetterebbe di creare artificialmente il desiderio, laddove sia carente o manchi del tutto. Alessandra Graziottin, direttore del Dipartimento di ginecologia del San Raffaele di Roma: « una notizia importante. Ma gli uomini non sono ratti e da qui ad avere in tasca l’afrodisiaco ce ne corre»; Jole Baldaro Verde, sessuologa: «Si spinge la gente a non guardare dentro se stessa. Si semplifica: noi siamo quello che i nostri ormoni vogliono, ma c’è sempre pronta una bella cura chimica. Per carità, ricordiamoci che il desiderio, tra gli uomini, si attiva con la testa e con il cuore»; Patrizio Roversi: «Il bello dell’appetito sessuale è nel processo che lo scatena, nella soddisfazione di tutta una serie di domande a monte e nel sentirsi accettati. Saltare il processo, passare subito all’atto finale, levarsi la voglia senza le domande, diventa una noia, anzi forse, una paranoia».