Philippe Brenot, Geni da legare, Piemme, 15 febbraio 2000
Balzac passava 17 ore al giorno al tavolo da lavoro, in un totale capovolgimento delle ore di sonno e di veglia
Balzac passava 17 ore al giorno al tavolo da lavoro, in un totale capovolgimento delle ore di sonno e di veglia. Si svegliava a mezzanotte, lavorava fino alle 4 del pomeriggio, faceva una passeggiata, un bagno, cenava e tornava a letto alle sei del pomeriggio. Altri lavoratori notturni: Maupassant, Retif de la Bretonne (che si autodefiniva ”nictalopo”), Flaubert, Goya, Baudelaire, Jan Lys.