Antonio Polito, la Repubblica 06/02/2000, 6 febbraio 2000
Sott’accusa Piers Morgan, il direttore del ”Mirror”, che ha affidato una rubrica a due giovani cronisti, sedicenti «City Slickers», ”i dritti della Borsa”, che tra un pettegolezzo e l’altro sui personaggi della Finanza condizionano surrettiziamente le variazioni dei titoli azionari suggerendo ai lettori che investimenti fare
Sott’accusa Piers Morgan, il direttore del ”Mirror”, che ha affidato una rubrica a due giovani cronisti, sedicenti «City Slickers», ”i dritti della Borsa”, che tra un pettegolezzo e l’altro sui personaggi della Finanza condizionano surrettiziamente le variazioni dei titoli azionari suggerendo ai lettori che investimenti fare. Di recente il giornale lo ha costretto a dare in beneficenza i guadagni realizzati con un pacchetto di azioni: era bastato pubblicare un articolo che suggeriva ai lettori di comprare le azioni ”Viglen Technology”, titolo semisconosciuto, per fargli raddoppiare in un giorno i risparmi. In Inghilterra la deontologia dei giornalisti impone di astenersi dall’acquistare o vendere azioni su cui si scrivono articoli. Al ”Financial Times” i cronisti che lavorano alla City sono tenuti da un codice interno a possedere azioni soltanto della società per cui lavorano, pena il licenziamento. I giornalisti che lavorano in un settimanale finanziario devono comunicare al direttore le loro operazioni di Borsa e chiedergli l’autorizzazione.