Antonio Polito, ìla Repubblicaî 1/3/2000, 1 marzo 2000
Il compositore Gian Carlo Menotti, fondatore del Festival di Spoleto, prossimo ai novant’anni, ora residente in Scozia, a Yester House, in una villa settecentesca: «Amo troppo l’Italia per viverci, quando sono in Italia sono molto infelice
Il compositore Gian Carlo Menotti, fondatore del Festival di Spoleto, prossimo ai novant’anni, ora residente in Scozia, a Yester House, in una villa settecentesca: «Amo troppo l’Italia per viverci, quando sono in Italia sono molto infelice. Molti mi chiedono che differenza c’è tra la mia patria e l’America, dove ho vissuto così a lungo. Io rispondo sempre che in America se hai successo e sei ricco ti adorano, e se ti ammali e cadi nessuno ti pensa. In Italia è l’oppposto: bastoni tra le ruote a chi ha successo, e mazzi di fiori a chi finisce in ospedale o, meglio ancora, muore. Perfino Gianpaolo Cresci è stato salutato da necrologi entusiasti». Sogna di comporre ancora un’opera: «Ma mi costa terribilmente. Quando comincio a scrivere musica la mia angina pectoris si ribella, il cuore mi fa male, soffro fisicamente. Il mio maestro, Rosario Scalero, mi aveva avvertito: guarda che la musica non si fa solo con la testa, ma con tutto il corpo. Suono certo, qui al mio piano, ma mai le mie note, perché mi emoziona troppo».