Bruno Bartoloni, ìCorriere della Seraî 3/3/2000, 3 marzo 2000
Per adeguarsi alla normativa italiana sulla privacy, che impone misure minime di sicurezza ai privati che trattano dati personali, la Conferenza Episcopale ha emanato un decreto, approvato dalla Congregazione vaticana: a partire dal 29 marzo le parrocchie dovranno conservare gli archivi segreti «in un armadio o una cassa chiusi a chiave», e adottare una chiave informatica d’accesso per proteggere i dati computerizzati (ribadito il divieto di diffondere i fatti conosciuti in confessione, a pena di scomunica)
Per adeguarsi alla normativa italiana sulla privacy, che impone misure minime di sicurezza ai privati che trattano dati personali, la Conferenza Episcopale ha emanato un decreto, approvato dalla Congregazione vaticana: a partire dal 29 marzo le parrocchie dovranno conservare gli archivi segreti «in un armadio o una cassa chiusi a chiave», e adottare una chiave informatica d’accesso per proteggere i dati computerizzati (ribadito il divieto di diffondere i fatti conosciuti in confessione, a pena di scomunica).