Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  marzo 06 Lunedì calendario

In Gran Bretagna è in discussione il ”Mental health act”, una legge che impone la somministrazione di farmaci ai bambini che soffrono dell’Adhd (Attention deficit hyperactivity disorder): la sindrome si manifesta con infermità o disordini mentali o cerebrali, sia permanenti che temporanei, che provocano una menomazione o un disturbo nei processi cognitivi»

In Gran Bretagna è in discussione il ”Mental health act”, una legge che impone la somministrazione di farmaci ai bambini che soffrono dell’Adhd (Attention deficit hyperactivity disorder): la sindrome si manifesta con infermità o disordini mentali o cerebrali, sia permanenti che temporanei, che provocano una menomazione o un disturbo nei processi cognitivi». Si tratta dei bambini ”difficili” che non riescono a concentrarsi a scuola, non danno retta ai genitori, li interrompono in continuazione, non riescono a organizzarsi nei compiti (la normativa vigente prevede la terapia farmacologica obbligatoria solo nei casi più gravi di irresponsabilità e aggressività «anormali»). I tre farmaci più prescritti sono il Ritalin, il Dexedrine e l’Adderal (3.500 ricette nel ’93, 126 mila nel ’98). Hanno la funzione della dopamina, il neurotrasmettitore carente nei bambini che soffrono di Adhd: il surplus chimico stimola il cervello e lo rafforza, riportandolo alla normalità. I medici che imputano i disturbi a cause genetiche e responsabilità alimentari ricorrono ad antidrepressivi e psicoterapie. Tutte le cure mirano scongiurare l’aggressività, l’antisocialità e i fallimenti scolastici, la tendenza all’abuso di alcool e droghe. Di diverso avviso il professor Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile: secondo lui il fenomeno dell’irritabilità dei ragazzi, che si muovono continuamente e sono ipercinetici, presenta varie case, ambientali e organiche: «Ma la mia scuola è sempre stata scettica sulla cura farmacologica, con le anfetamine. In questi casi non ho mai dato farmaci e tuttavia ho curato decine di pazienti». Diverse le diagnosi possibili secondo il professore: «A volte i disturbi provengono da problemi di apprendimento non immediatamente evidenziati, per esempio di lettura e di vocabolario. Il bambino non capisce tutto e vive una caduta di autostima. Inoltre l’irritabilità viene aumentata in progressione geometrica dai rimproveri dei genitori che non sempre il soggetto considera giusti, perché è più forte di lui avere a che fare con le cose come se le sfiorasse soltanto. Poi ci sono cause di neurofisiopatologia cerebrale: mi riferisco a una particolare eccitabilità corticale, che si può osservare con un elettroencefalogramma». Comunque la cosiddetta sindrome di Adhd, per Bollea, è un «coacervo di sintomi diversi»: i disturbi dei bambini spesso sono dovuti anche all’educazine ossessiva dei genitori e all’abuso di esposizione a tv, videogiochi e computer.