Nanni Andriolo, ìlíUnitî 17/3/2000, 17 marzo 2000
Il governo sta per approvare un disegno di legge che prevede un concorso per entrare in magistratura riservato ad avvocati che esercitano la professione da cinque anni (finora concorrevano insieme ai laureati in giurisprudenza senza abilitazione alla professione forense)
Il governo sta per approvare un disegno di legge che prevede un concorso per entrare in magistratura riservato ad avvocati che esercitano la professione da cinque anni (finora concorrevano insieme ai laureati in giurisprudenza senza abilitazione alla professione forense). Franco Ippolito, direttore generale del ministero di Grazia e Giustizia: «Non ha senso voler reclutare professionisti già collaudati, per portare in magistratura una diversa cultura e una diversa esperienza, e poi farli competere con chi è fresco di studi teorici. Nasce di qui l’esigenza di bandire due diverse procedure concorsuali». Ippolito, che è anche giudice di Cassazione: «Io stesso, se dovessi partecipare oggi a quel concorso [...] avrei grosse difficoltà nel competere con giovani laureati [...]. Se il confronto consistesse in un atto giudiziario, un appello, una sentenza, un ricorso, avrei più chances. Ma una prova tutta teorica sarebbe dura».