Ennio Caretto, Corriere della Sera, 03/04/2000, 3 aprile 2000
Un Darrel Scott del Colorado, 50 anni, una fede incrollabile, dopo la morte della figlia Rachel, 17 anni, nella strage di un anno fa al liceo Columbine di Littleton (due alunni assassinarono 12 compagni), ha fondato una chiesa evangelica, la ”Columbine redemption”, e ora attraversa l’America per convertire i giovani alla nuova religione
Un Darrel Scott del Colorado, 50 anni, una fede incrollabile, dopo la morte della figlia Rachel, 17 anni, nella strage di un anno fa al liceo Columbine di Littleton (due alunni assassinarono 12 compagni), ha fondato una chiesa evangelica, la ”Columbine redemption”, e ora attraversa l’America per convertire i giovani alla nuova religione. Li riunisce negli stadi dove fa sfilare tredici croci (simbolo del movimento) illuminate dai rilettori e decorate con le foto e gli oggetti personali dei morti, berretti, braccialetti, orsacchiotti, ecc. I ragazzi si inginocchiano, pregano, giurano che svolgeranno la loro missione, scrivono messaggi sulle croci, qualcuno cambia il proprio nome in quello di Rachel, altri promettono di portare in pellegrinaggio 13 nuove croci.