Emilia Costantini, ìCorriere della Seraî, Simona Antonucci ìIl Messaggeroî 5/4/2000, 5 aprile 2000
L’attore toscano Paolo Poli, 70 anni, ultima interpretazione Caterina de’ Medici («alla mia età mi sono sentito giusto per fare una regina che è morta a settant’anni») non va mai in teatro a vedere i lavori altrui («devo recitare i miei»): pompieri addetti alle norme di sicurezza gli garantiscono «un resoconto veritiero degli spettacoli che sono costretti a vedere ogni sera dietro le quinte»; registi che hanno segnato la sua carriera «nessuno, ma ricordo con affetto Franco Zeffirelli, un uomo gentile
L’attore toscano Paolo Poli, 70 anni, ultima interpretazione Caterina de’ Medici («alla mia età mi sono sentito giusto per fare una regina che è morta a settant’anni») non va mai in teatro a vedere i lavori altrui («devo recitare i miei»): pompieri addetti alle norme di sicurezza gli garantiscono «un resoconto veritiero degli spettacoli che sono costretti a vedere ogni sera dietro le quinte»; registi che hanno segnato la sua carriera «nessuno, ma ricordo con affetto Franco Zeffirelli, un uomo gentile...purtroppo, come avrebbe detto Fellini, è poi invecchiato male»; Visconti, «un altro grande» («basti dire che riuscì a trasformare Rina Morelli, personaggio algido e tutt’altro che sexy, in una Locandiera burrosa e maliziosa, capace di farsi corteggiare anche da Mastroianni»); non vede un grande avvenire per il teatro («ormai i grandi teatri di tradizione vengono destinati alla ricerca e gli impresari privati pensano a combinare compagnie con Tomba, Raoul Bova e altri sportivi») ma non drammatizza («niente di nuovo per uno come me che è venuto su con le attrici che si facevano il bidet sul palcoscenico»).