Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  aprile 07 Venerdì calendario

Tasse. Il presidente dei dottori commercialisti Francesco Serao contesta i dati sulla pressione fiscale in Italia: non è del 43

Tasse. Il presidente dei dottori commercialisti Francesco Serao contesta i dati sulla pressione fiscale in Italia: non è del 43.3 (come calcolato dal Ministero delle Finanze) ma supererebbe il 50 per cento. Visco bara nel calcolo riferendosi a un Pil già corretto e maggiorato in funzione dell’economia sommersa (in Italia, soprattutto nelle zone del sud le aziende completamente sconosciute al fisco sono molte di più rispetto a quelle che pagano le tasse). Il cittadino ideale della statistica ministeriale subisce un’imposizione fiscale del 43.3 per cento, quello reale (chi paga davvero le tasse ogni anno) subisce un prelievo (al netto del sommerso) di circa il 50 per cento.