Gaia Piccardi, ཿCorriere della sera 7/04/2000, 7 aprile 2000
Morti ciclistiche 98 morti sospette di cilisti ed ex ciclisti negli ultimi 30 anni. Il pm Raffaele Guariniello ha aperto un nuovo filone di indagini
Morti ciclistiche 98 morti sospette di cilisti ed ex ciclisti negli ultimi 30 anni. Il pm Raffaele Guariniello ha aperto un nuovo filone di indagini. Ipotesi di reato: lesioni colpose e omicidio colposo. L’inchiesta ricalca quella analoga che la procura di Torino avviò nel novembre ’98 sui calciatori. In totale, per quanto riguarda i calciatori, sono emerso 250 casi di morti sospette (le leucemie fra le cause più frequenti). L’indagine mira a stabilire se alcune patologie siano legate all’impiego di sostanze dopanti. Il monitoraggio prende di mira 1.500 ciclisti italiani (professionisti), in attività tra il ’69 e il ’99. A occuparsi dei dati, oltre alla polizia giudiziaria, è l’Osservatorio tumori professionali, creato dalla Procura di Torino. Di fonte a una morte, Guariniello si è chiesto ”perché?”, avvalendosi in alcuni casi dei parenti del ciclista deceduto. Da una prima analisi risulta una particolare incidenza di malattie cardiocircolatorie (nel calcio, 250 casi su 20 mila). Tra i nomi dei ciclisti morti, quelli di Ambrogio Portalupi (vincitore del giro della Svizzera del ’66, morto nell87 a 43 anni, di tumore allo stomaco) e Leandro Faggin (uno dei più grandi specialisti dell’inseguimento, tre volte campione mondiale, 12 campione italiano, cavaliere della repubblica, morto nel ’70 a 37 anni). L’indagine epidemiologica sul ciclismo, avviata da Guariniello, potrebbe estendersi all’estero. Secondo il dossier del quotidiano ”Libération”, il 90% dei corridori professionisti presenta anomalie nel metabolismo del ferro, che rivelano l’assuzione ripetuta di Epo, l’eritropoietina che aumenta l’ossigenazione dei muscoli e prolunga la resistenza allo sforzo. La polizia fancese ha arrestato a Lione l’ex corridore Thierri Laurent (ex Festina), implicato in un’indagine sul ritrovamento di Epo.