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 2000  aprile 21 Venerdì calendario

antonio Kirighistan In Kirghistan chi non parla russo o lo parla con forte accento kirghiso è considerato ”mambet”, zotico

antonio Kirighistan In Kirghistan chi non parla russo o lo parla con forte accento kirghiso è considerato ”mambet”, zotico. A dieci anni dall’indipendenza, il piccolo stato centroasiatico, prima regione sovietica, non riesce a fare del kirghiso la lingua ufficiale. Il giornale più venduto resta ”Vecernij Beshkek”, la televisione più vista Ort (che copre tutto il territorio ex sovietico), entrambi in russo, come la maggior parte dei testi nelle scuole e nelle librerie (a parte Chingiz Aitmatov, un classico delle letteratura kirghisa). E’ inoltre fallito il tentativo di trovare dei corrispondenti kirghisi per parole russe d’uso comune come ”telefòn”, ”samaliòt” (aereo) ecc. Insomma, il russo è la lingua colta. Questo perché, da un lato, il kirghiso, durante il periodo sovietico, era visto come la rozza espressione di un popolo arretrato e nomade e chi sapeva il russo poteva elevarsi socialmente. E dall’altro lato, perché l’etnia kirghisa (mongola, di religione musulmana ma dedita allo sciamanesimo) rappresenta soltanto il 54% dei 4,6 milioni di abitanti, mentre ci sono minoranze uzbeke (14,5%), russe (17%), ucraine (3%) e tedesche. Il kirghiso è una lingua d’origine turca, simile all’uzbeko che viene percepito come concorrente, tanto che Osh tv, una rete in uzbeko, è stata costretta a trasmettere su frequenze più difficilmente ricevibili. Il presidente della repubblica, Askar Akaev, e sua moglie Mairam, parlano sia russo sia kirghiso, come i membri del loro staff. Akaev ha studiato nell’allora Leningrado (oggi Pietrobugo). L’élite kirghisa è tutta di formazione russa, i figli di questi intellettuali non parlavano neanche kirghiso. Perciò, non appena giunti al potere dopo l’indipendenza, sono state aperte scuole kirghise e la capitale che si chiamava Frunze (generale sovietico, valoroso militare bolscevico) è stata rinominata Beshkek (Alisher Chamidov, ”Transitions Online” aprile 2000).