Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  aprile 21 Venerdì calendario

Presidente pariah Kocheril Raman Narayanan, eletto nel ’97 con il 95% dei voti dal parlamento indiano, è il primo presidente pariah (Gandhi apparteneva alla stessa casta emarginata degli ”intoccabili” ma non ricoprì mai cariche ufficiali)

Presidente pariah Kocheril Raman Narayanan, eletto nel ’97 con il 95% dei voti dal parlamento indiano, è il primo presidente pariah (Gandhi apparteneva alla stessa casta emarginata degli ”intoccabili” ma non ricoprì mai cariche ufficiali). Narayanan è nato il 27 ottobre 1920 in villaggio della regione di Travancore (oggi Kerala), quarto dei sette figli di un medico ayurvedico, due fratelli morti di tubercolosi (malattia che in India uccide un uomo al minuto). Ogni mattina faceva otto chilometri a piedi per andare a scuola. Dopo la maturità in un istituto cattolico di lingua inglese, si è laureato in letteratura inglese, ha rifiutato un impiego al servizio del principe di Travancore e si buttato nel giornalismo a Bombay. Con una borsa di studio della fondazione Tata (grande industriale indiano), ha conseguito una seconda laurea (scienze politiche) alla London School of Economics. Dispera di poter fare carriera in India (dove la giustizia sociale si basa sulla reicarnazione e ci si può elevare socialmente solo nella vita successiva, nascendo nella casta giusta). Ma, con una lettera di un suo professore a Nehru, primo premier dell’India indipendente, entra al ministero degli esteri fino al ruolo di ambasciatore a Pechino e poi a Washington. Nell’84, viene eletto deputato nel Kerala (Partito del congresso). Considera grandi successi politici il controllo delle nascite, ottenuto con una alfabetizzazione, villaggio per villaggio, soprattutto delle donne (l’India è il paese al mondo con più analfabeti, 300 milioni su una popolazione di circa un miliardo), l’aumento della speranza di vita (passata da 28 anni nel ’47 a 62) e l’unità dello stato nonostante le migliaia di etnie. E’ sposato con una accademica birmana che ha incontrato nel ’49 a Rangon, sua prima sede di lavoro come diplomatico (François Chipaux, ”Le Monde” 18/4/2000).