Giovanni Mariotti, ìCorriere della Seraî 27/04/2000, 27 aprile 2000
La tesi dello psicologo MacNeilage, illustrata giorni fa su ”Science” (i bambini imitano i suoni dei primi esseri umani e non quelli dei genitori), non è affatto nuova: risale addirittura a 2
La tesi dello psicologo MacNeilage, illustrata giorni fa su ”Science” (i bambini imitano i suoni dei primi esseri umani e non quelli dei genitori), non è affatto nuova: risale addirittura a 2.600 anni fa. Erodoto nel secondo libro delle ”Storie” narra di un esperimento condotto dal faraone Psammetico, per stabilire quale fosse il popolo più antico e quale la prima lingua parlata. Fece prelevare due neonati e li consegnò a un pastore ordinandogli di allevarli in uno stabbio: nessuna parola doveva essere pronunciata in loro presenza, ad allattarli solo alcune capre (secondo un’altra versione, sempre di Erodoto, i bambini furono invece consegnati a balie cui era stata tagliata la lingua). Passato un certo tempo il pastore riferì al faraone che da un po’ i bimbi ripetevano di continuo la parola bekos. Nessuno sapeva cosa significasse, Psammetico fece ricerche e scoprì che in lingua frigia voleva dire ”pane”. Insomma, stanchi del latte i bambini chiedevano pane. Il faraone stabilì quindi che gli uomini più antichi del mondo non erano gli egiziani come sino ad allora si era creduto, ma i frigi e la frigia la lingua parlata per prima.