9 maggio 2000
antonio Lacapagira ”La forza de Lacapagira sta nella credibilità degli ambienti e delle facce: angoli e musi di un sottomondo che ci viene incontro senza l’enfasi dei film americani, senza quegli eccessi che spostano gli eventi su un piano epico, quasi glorioso
antonio Lacapagira ”La forza de Lacapagira sta nella credibilità degli ambienti e delle facce: angoli e musi di un sottomondo che ci viene incontro senza l’enfasi dei film americani, senza quegli eccessi che spostano gli eventi su un piano epico, quasi glorioso.” ”Qui c’è solo da mettersi le mani nei capelli nel constatare in che schifo di posti trafficano questi malavitosi, e che espressioni ebeti hanno stampigliate sul viso. L’idea tardoromantica del bandito come eversore di un ordine ingiusto, come eroe che rischia la pelle per la sua sacrosanta libertà va completamente rivista. Non ci sono più le smorfie ribelli di Belmondo o di De Niro, ma facce da tonno che neanche al catasto, appartamentini squallidissimi, telefonini che non prendono e donne che si danno di nascosto al fratello. C’è una vita depressa, piccina e noiosa, alla fine della quale, invece della pensione e del giardinetto, a chiudere i conti basta una rivoltellata.” (Marco Lodoli, ”diario” 5/5/2000).