Marco Niada, ཿIl Sole-24Ore 09/05/2000, 9 maggio 2000
Inglesi. Il cambio della sterlina, moneta che a causa della debolezza dell’euro ha raggiunto il massimo degli ultimi 14 anni verso il marco e degli ultimi 30 rispetto alla media delle valute europee, fa perdere competitività all’economia inglese: dal marzo ’98 l’industria manifatturiera ha perso 242 mila posti di lavoro
Inglesi. Il cambio della sterlina, moneta che a causa della debolezza dell’euro ha raggiunto il massimo degli ultimi 14 anni verso il marco e degli ultimi 30 rispetto alla media delle valute europee, fa perdere competitività all’economia inglese: dal marzo ’98 l’industria manifatturiera ha perso 242 mila posti di lavoro. Il governo Blair, che dopo la sconfitta elettorale a Londra non può più permettersi di ignorare le pressioni di sindacati e industriali rovinati dal cambio ha avvisato i partner euro: «il tasso di cambio dell’euro con la sterlina non è giustificato in alcun modo se si guardano i fondamentali di lungo termine dell’economia» (Gordon Brown, ministro del tesoro, in un intervento alla London School of Economics la settimana scorsa). Gli economisti ritengono molto improbabile un aumento del tasso di sconto (la Banca centrale di Londra teme gli effetti inflattivi e negherebbe qualsiasi correzione) e prevedono che il Tesoro deciderà di usare i 22.5 miliardi di sterline incassate con l’asta delle licenze Umts.