Margherita De Bac, ìCorriere della Seraî 1/5/2000, 1 maggio 2000
Aids. Il virus dell’aids, che con l’avvento dei farmaci retrovirali sembrava essere stato sconfitto o comunque ridimensionato (dichiarazione della conferenza di Vancouver del ’96) ha continuato a diffondersi nei paesi africani e minaccia da vicino il sud-est asiatico
Aids. Il virus dell’aids, che con l’avvento dei farmaci retrovirali sembrava essere stato sconfitto o comunque ridimensionato (dichiarazione della conferenza di Vancouver del ’96) ha continuato a diffondersi nei paesi africani e minaccia da vicino il sud-est asiatico. Un bambino che nasce oggi in Zimbabwe, Tanzania, Kenia, Uganda, Zaire (nazioni dove una persona su cinque è infetta) ha una speranza di vita di circa 40 anni, quasi 20 di meno rispetto alla situazione antecedente l’epidemia :«moriranno tutti, non solo gli uomini della savana e delle tribù raccoglitrici di datteri. Ma anche tecnici , dirigenti e cervelli. In altre parole scomparirà il tessuto connettivo delle nazioni colpite» Mauro Moroni, direttore della clinica delle malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. L’unica seria strategia per combattere il diffondersi della malattia in questi paesi dover il contagio avviene per il 90 per cento dei casi attraverso il contatto per via eterosessuale sarebbe una vaccinazione. Robert Gallo, ricercatore, tra i primi a isolare il virus, a chi gli chiede a che punto è il vaccino «per favore, non domandatelo più».