11 maggio 2000
antonio ”Ci fu una coincidenza terribile. Isabella guardava la tivù, un telefilm: c’era una scena in cui una ragazza si butta dalla finestra
antonio ”Ci fu una coincidenza terribile. Isabella guardava la tivù, un telefilm: c’era una scena in cui una ragazza si butta dalla finestra... Io subito spengo, con il telecomando. E le dico: usciamo, usciamo, Isabellina, andiamo al casinò a farci un black-jack, ne hai voglia? Mi stai vicina? E lei: sì, mami, va bene. Isabella va nel suo bagno, io nel mio... Le grido: cantiamo qualcosa, porta buono... La tengo d’occhio, ho le mie paure addosso. Me la ricordo davanti a me: bella, bellissima, pallida, stravolta... Mi dice: mi cambio anch’io, ci metto un attimo. Passano pochi istanti, la cerco, non la vedo. Grido. Dove ti nascondi, dove ti nascondi? Ho subito un presentimento in cuore. Forse si impazzisce così! Un dolore, un male, che non potresti augurare al peggior nemico. Corro in terrazzo, ricordo che urlavo, poi la lunga corsa giù per la strada, non ricordo altro, solo un ragazzo che chiamava la Croce Rossa e mi teneva lontana... E poi i medici all’ospedale. Mi dicono: Isabella si è liberata dei suoi mali... Liberata! Urlavo, urlavo...” (Ljuba Rosa sul suicidio della figlia Isabella, avuta da Andrea Rizzoli, Cesare Lanza, ”Corriere della Sera” 11/5/2000).