Riscritta da Dell’Arti nel 2005 partendo da un vecchio abstract tratto da Leonardo Jattarelli, ìIl Messaggeroî, 8/5/2000, 8 maggio 2000
Film di successo con grandi attori del passato ricreati al computer non se ne sono ancora visti e anche un progetto della Virtual Celebrity Production che qualche anno fa voleva ricreare Marlene Dietrich non si sa che fine abbia fatto (tra l’altro si voleva rifare anche la voce di Marlene e dunque non ricorrere a doppiatori)
Film di successo con grandi attori del passato ricreati al computer non se ne sono ancora visti e anche un progetto della Virtual Celebrity Production che qualche anno fa voleva ricreare Marlene Dietrich non si sa che fine abbia fatto (tra l’altro si voleva rifare anche la voce di Marlene e dunque non ricorrere a doppiatori). Il problema principale riguarda i costi: la Dreamworks per ”Gladiator”, il film sulla Roma imperiale diretto da Ridley Scott, resuscitò l’attore Oliver Reed, morto d’infarto durante le riprese, e per una sequenza di soli due minuti, spese all’incirca tre milioni di dollari. I primissimi esperimenti di cybercinema ebbero come protagonista Bruce Lee: nel 1996, a ventiquattro anni dalla sua morte, si cominciò a lavorare a un film interpretato dal divo del kung fu. Migliaia di immagini dell’attore, ripreso dalle angolazioni più disparate, vennero scomposte e inserite in un supercomputer, che pensò a tutto, compresa la resurrezione della sua voce. Stesso destino toccò poi al figlio, Brandon Lee, morto mentre girava ”Il corvo”.