Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  maggio 22 Lunedì calendario

Nel 1666 il viaggiatore francese Jean Chardin annota che a Isfahan, allora capitale del regno safavide della Persia, c’erano 14

Nel 1666 il viaggiatore francese Jean Chardin annota che a Isfahan, allora capitale del regno safavide della Persia, c’erano 14.000 prostitute, tutte registrate presso un apposito ufficio che rilasciava le licenze per esercitare nei ”vicoli dei nudi o delle nude” e in alcuni caravanserragli situati nei pressi della ”Piazza del Re”. Le donne che lavoravano in questi bordelli, chiamati ”case di piacere”, pagavano una tassa proporzionale alla loro bellezza (più erano belle, più la cifra cresceva). Nel porto di Lattakia, nell’attuale Siria, era un ”tutore dell’ordine pubblico” a stabilire le imposte in base a fascino ed età.