Giorgio Vercellin, "Tra veli e turbanti", Marsilio 2000, 22 maggio 2000
Nel 1666 il viaggiatore francese Jean Chardin annota che a Isfahan, allora capitale del regno safavide della Persia, c’erano 14
Nel 1666 il viaggiatore francese Jean Chardin annota che a Isfahan, allora capitale del regno safavide della Persia, c’erano 14.000 prostitute, tutte registrate presso un apposito ufficio che rilasciava le licenze per esercitare nei ”vicoli dei nudi o delle nude” e in alcuni caravanserragli situati nei pressi della ”Piazza del Re”. Le donne che lavoravano in questi bordelli, chiamati ”case di piacere”, pagavano una tassa proporzionale alla loro bellezza (più erano belle, più la cifra cresceva). Nel porto di Lattakia, nell’attuale Siria, era un ”tutore dell’ordine pubblico” a stabilire le imposte in base a fascino ed età.