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 2000  maggio 18 Giovedì calendario

Pasticcerie. «Il banco della pasticceria sembrava preparato per una esposizione universale. Cassate, torroni, frutta martorana, pani bianchi fatti con le mandorle, cotognate a forma di pesce, di cavallo, di mascherone, d’infante, di chitarra, quaresimale, gelo di melone, di limone, di mandorle tostate, cannoli, dolci di mandorle e zuccata, biscotti ”scaurati”, biscotti ”affucaparrini”, biscotti ”puppiddu”, pani di spagna, biscotti con la ”liffia”, biscotti chiamati ”ciascuna”, biscotti a forma di porcospino, ossia di morto, dolci di mandorle e marmellata, teste di turco, amaretti, pupi di zucchero, crispelle di riso, ”cudduri”

Pasticcerie. «Il banco della pasticceria sembrava preparato per una esposizione universale. Cassate, torroni, frutta martorana, pani bianchi fatti con le mandorle, cotognate a forma di pesce, di cavallo, di mascherone, d’infante, di chitarra, quaresimale, gelo di melone, di limone, di mandorle tostate, cannoli, dolci di mandorle e zuccata, biscotti ”scaurati”, biscotti ”affucaparrini”, biscotti ”puppiddu”, pani di spagna, biscotti con la ”liffia”, biscotti chiamati ”ciascuna”, biscotti a forma di porcospino, ossia di morto, dolci di mandorle e marmellata, teste di turco, amaretti, pupi di zucchero, crispelle di riso, ”cudduri”. Mentre mandavo giù i dolci su uno scivolo di granita, guardandomi in giro stupefatto da tanta abbondanza, dissi all’amico di Palazzolo che mi accompagnava: ”E’ una fortuna avere una tradizione simile, che non si è mai interrotta”. Lui rispose che fino a dieci anni fa qui vendevano i cornetti con il cellophane importati dal nord e le merendine confezionate che sapevano di metano. Così i commercianti si sentivano moderni e la gente era felice di mangiare le stesse cose che mangiavano a Milano».