Eugenia Romanelli, ìLíEspressoî 4/5/2000., 4 maggio 2000
Per Natalia Estrada essere dei buoni amanti è tutta questione di storia, memoria e radici: perfetti i latini, un disastro gli americani («hanno sempre la sensazione di dover imparare, fare corsi, ammaestrarsi»)
Per Natalia Estrada essere dei buoni amanti è tutta questione di storia, memoria e radici: perfetti i latini, un disastro gli americani («hanno sempre la sensazione di dover imparare, fare corsi, ammaestrarsi»). Quando era in America ebbe un flirt con un attore di ”Beautiful” «corredato di ogni accessorio», ma poi non se ne fece nulla «perché lui era ossessionato dalla sua immagine: non voleva che gli toccassi i capelli perché si spettinava, stava attento a quale posizione assumere quando mi baciava, non voleva sudare. Sembrava che aspettasse il ciak».