Alberto Asor Rosa, ìLa cultura. Dallíunit a oggiî, Einaudi., 15 dicembre 2000
"Il suo burattino-popolo-Italia, che matura attraverso il dolore e la sventura... è in sostanza la più vera fra le tante ricerche d’identità nazionale che l’Ottocento ci ha lasciato
"Il suo burattino-popolo-Italia, che matura attraverso il dolore e la sventura... è in sostanza la più vera fra le tante ricerche d’identità nazionale che l’Ottocento ci ha lasciato. Ma questa è, al tempo stesso, una storia di carattere universale, destinata a ripetersi per ogni individuo e per ogni popolo: c’è sempre un momento in cui le singole persone o le collettività, diventando più adulte di quanto non fossero in passato, si guardano indietro e rimpiangono il tempo in cui potevano essere burattini, cioè ”fare quel che volevano”... l’Italia nella sua prima fase postunitaria stava vivendo il dramma di chi da burattino si fa uomo, e questo non era senza dolore per la perdita irrimediabile del burattino: per la perdita irrimediabile di un popolo, che non avrebbe potuto permettersi più di essere popolo fino in fondo... La grandezza di Collodi, come scrittore per l’infanzia e come interprete della realtà nazionale, sta nell’aver capito che crescere significa acquistare, ma anche perdere qualcosa: il burattino possiede ricchezze che il ragazzo non potrà più avere".