Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  agosto 02 Venerdì calendario

«Nel passato nessuno Stato in guerra avrebbe tollerato un attacco di terroristi che fosse costato la vita a decine dei suoi soldati, senza reagire con dure rappresaglie contro una popolazione ostile o contro gruppi o parti di questa popolazione

«Nel passato nessuno Stato in guerra avrebbe tollerato un attacco di terroristi che fosse costato la vita a decine dei suoi soldati, senza reagire con dure rappresaglie contro una popolazione ostile o contro gruppi o parti di questa popolazione. E tutto lascia presumere che anche in futuro non sarà diverso». Lei ritiene cioè legittima la rappresaglia contro civili prigionieri? «Non dico affatto che sia legittima. Constato solo che il diritto alla presa di ostaggi e alla fucilazione degli ostaggi non viene più riconosciuto soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale. Prima del 1945 era largamente accettato, e un rapporto da uno a dieci era considerato la giusta misura. Le fucilazioni alle Fosse Ardeatine dunque furono, al più, un crimine di guerra: non ebbero nulla a che fare con l’unicità dei crimini nazionalsocialisti contro l’umanità» (Ernst Nolte).