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 1996  luglio 11 Giovedì calendario

Passione dei mafiosi per gli abiti, gli orologi, i gioielli. Buscetta si vestiva nei negozi del centro, quelli che rifornivano la nobiltà palermitana (Dell’Oglio, Battaglia, Barbisio, sotto i portici di via Ruggero Settimo)

Passione dei mafiosi per gli abiti, gli orologi, i gioielli. Buscetta si vestiva nei negozi del centro, quelli che rifornivano la nobiltà palermitana (Dell’Oglio, Battaglia, Barbisio, sotto i portici di via Ruggero Settimo). Sua preferenza per i camiciotti sbuffanti, a maniche corte, a righe verticali verdi e blu, corti davanti fino a sfiorare la cintura dei pantaloni (tocco di finto-casual) a suo dire irresistibili con le donne. Successo di Alongi, quando aprì a Palermo all’inizio degli anni Settanta. Folla di mafiosi da lui a farsi belli, tra questi i figli di Buscetta, Francolino e Nino Spadaro, Mimmo Teresi, detto ”Alain Delon”, che girava con giubbotti scamosciati, Ray-ban a goccia, automobile straniera sempre lucidissima. Disapprovazione di suo cognato Stefano Bontade, fautore di un abbigliamento sobrio. Quando fu ammazzato, aveva un principe di Galles color marrone e una pistola rara, una Belardinelli (i guardaspalle giravano con delle comuni 38 e 44 magnum). Giovanni Brusca, ”il verro”, vestiva solo Armani e Versace, maglieria Moschino, scarpe Pollini. Nel suo covo in contrada Cannatello (alle porte di Agrigento) furono trovate una cinquantina di camicie di marca e un’intera collezione di orologi d’oro. Anche Totò Riina, il giorno del suo arresto (15 gennaio 1993), aveva al polso un orologio d’oro, un Cartier che veniva da una serie di otto acquistati dal medico Toni Sangiorgi presso il gioielliere Fiorentino per far regali a lui e ai suoi uomini.