Massimo Fini, Il Giorno, 28/06/1996, 28 giugno 1996
Fu questa la prima sincope dell’’Indipendente”. Durò cinque mesi. Una sera di marzo del ’95 si presentò a casa mia Daniele Vimercati, che non conoscevo se non per qualche comparsata televisiva in cui mi aveva fatto la pessima impressione che a me fanno tutti quelli che han l’aria del ”fighetta”
Fu questa la prima sincope dell’’Indipendente”. Durò cinque mesi. Una sera di marzo del ’95 si presentò a casa mia Daniele Vimercati, che non conoscevo se non per qualche comparsata televisiva in cui mi aveva fatto la pessima impressione che a me fanno tutti quelli che han l’aria del ”fighetta”. Mi disse che ”L’Indipendente” riapriva, che proprietari erano alcuni imprenditori simpatizzanti della Lega, si mise in ginocchio, lungo com’è, e mi scongiurò di partecipare all’avventura: sarei stato libero di scrivere ciò che volevo, anche che Bossi è un cretino. Non dovette fare molta fatica a convincermi: anch’io avevo una dannata voglia di ricominciare. Partimmo, come sempre, il primo aprile.