Massimo Fini, 28/06/1996, 28 giugno 1996
Maroni venne quella sera accompagnato da una residua guardia del corpo. Disse che Bossi lo voleva alla direzione dell’’Indipendente” per farne un quotidiano di partito oppure un ”giornale del Nord”, che a lui l’ipotesi quotidiano di partito non interessava, gli piaceva invece da morire l’altra ma temeva che il solo suo nome fosse di per sé la sconfessione di qualunque autonomia del giornale
Maroni venne quella sera accompagnato da una residua guardia del corpo. Disse che Bossi lo voleva alla direzione dell’’Indipendente” per farne un quotidiano di partito oppure un ”giornale del Nord”, che a lui l’ipotesi quotidiano di partito non interessava, gli piaceva invece da morire l’altra ma temeva che il solo suo nome fosse di per sé la sconfessione di qualunque autonomia del giornale. Mentre mi diceva queste cose l’ex ministro dell’Interno mi guardava con quella sua eterna aria infantile, un po’ timida, come se io potessi risolvergli quella contraddizione in termini. Gli dissi che comunque la redazione non avrebbe mai accettato come direttore un parlamentare leghista. Parlammo d’altro. Mi parve terrorizzato dall’idea bossiana che la Lega corresse da sola alle elezioni, come poi avvenne.