Massimo Fini, Il Giorno, 28/06/1996, 28 giugno 1996
Al nome di Lanza, Bossi sobbalzò: «Ma come? Vuoi mettere a capo del ”giornale del Nord” un calabrese?»
Al nome di Lanza, Bossi sobbalzò: «Ma come? Vuoi mettere a capo del ”giornale del Nord” un calabrese?». «Che c’entra? – replicai – Tua moglie non è forse siciliana?». Bossi farfugliò che sua moglie non aveva voce in capitolo nelle cose sue. In realtà Bossi mascherava perplessità d’altro tipo: Lanza era infatti fortemente inviso ad alcuni capataz della Lega. Ma io l’avevo segnalato anche per questo: se mandavano giù quel rospo voleva dire che erano sinceri anche sul resto. Bossi si alzò dicendo: «Ho capito, tu vieni a certe precise condizioni. Ti farò sapere». Non lo sentii più. In compenso il Senatùr dimenticò sul divano il suo telefonino, la segreteria telefonica, l’agenda degli indirizzi riservati. Ebbi la tentazione, da vecchio cronista, di aprire tutto quanto e di impadronirmi dei segreti del capo della Lega. Ma mi contenni e telefonai alla sede del Carroccio. Poco dopo arrivò un omone gigantesco, credo fosse il noto Babbini, che allargando le braccia disse sconsolato: «Dimentica sempre tutto».