Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  maggio 16 Giovedì calendario

Sembra così facile. Tre sol e un mi bemolle, nient’altro che due notine messe in fila. Tatata-taaa

Sembra così facile. Tre sol e un mi bemolle, nient’altro che due notine messe in fila. Tatata-taaa... Che scherzo da ragazzi, l’inizio della Quinta di Beethoven. Uno scherzo un po’ pesante, rivela John Eliot Gardiner, il direttore inglese, un tempo dedito al repertorio barocco, adesso curioso senza confini. In occasione del lancio della sua incisione integrale delle nove sinfonie, il maestro ha raccontato alla Bbc che «Beethoven ha copiato questo tema dall’autore della Marsigliese, Claude Rouget de Lisle, esattamente dal suo Dithyrambique». Riprese già dalla ”Stampa” di sabato e da ”Le Monde” le frasi di Gardiner hanno fatto scalpore: Beethoven astuto ladro di musica altrui è un’idea ostica da accettare. E infatti va respinta.