Sandro Cappelletto, La Stampa, 16/05/1996, 16 maggio 1996
L’alfabeto musicale è povero: 12 segni, 7 note e 5 alterazioni, circa la metà di quello linguistico
L’alfabeto musicale è povero: 12 segni, 7 note e 5 alterazioni, circa la metà di quello linguistico. Da questo ridotto materiale di partenza sono nate migliaia di creature. Copiare è fatale, ma non basta copiare per farsi notare. Perché poi, comunque, bisogna decidere: che ritmo dò alla melodia, con quale armonia l’accompagno, quale intensità del suono scelgo e per quali strumenti, come proseguo dopo lo spunto iniziale? Le 12 note diventano un labirinto di possibilità, dove in molti si perdono andando a ingrossare le file dei ”musicisti di genere”, bravi artigiani, ma impossibili da distinguere l’uno dall’altro.